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Il padre dei due minorenni accusati dello stupro intervistato a Matrix

Sono ragazzini, tra due anni usciranno dal carcere, andranno a lavorare, si faranno delle famiglie e faranno figli”. Con queste parole il padre dei due marocchini accusati degli stupri dello scorso 26 agosto a Miramare, ha commentato ai microfoni di Matrix, il programma di Canale 5 condotto da Nicola Porro, la vicenda che ha coinvolto i figli. Durante l’intervista l’uomo si è detto profondamento colpito per quanto accaduto: “Mi dispiace per la ragazza polacca, per la transessuale: è una cosa brutta, non si fa, ma è capitata” e ha auspicato che i suoi due figli possano in qualche modo ‘riscattarsi’ nel giro di pochi anni e “cambiare vita”.

Le parole di Mohamed non sono però piaciute al primo cittadino di Rimini Andrea Gnassi che ha replicato duramente: “E’ molto difficile rimanere imperturbabili, ascoltando le parole del padre dei 2 minorenni arrestati per gli stupri del 26 agosto – attacca il sindaco – sentire dire da quel padre quelle parole significa non aver compreso per nulla la gravità e l’orrore delle violenze”. Secondo Gnassi “quelle frasi, oltre a mettere in rilievo un preoccupante contesto famigliare, culturale, morale, sono inaccettabili innanzitutto per le tre persone oggetto di violenza bestiale e quindi per la comunità riminese – conclude il primo ci ttadino – anch’essa in qualche modo costretta nella parte di vittima davanti ai fatti di quella notte agghiacciante”.

Durante la trasmissione condotta da Nicola Porro è stata sentita anche la testimonianza del transessuale vittima di uno degli stupri: “Al processo – ha raccontato – sarò in aula. Voglio guardarli in faccia tutti e quattro. Ora aspetterò la sentenza e la pena più alta – continua – mi dispiace per i ragazzini perché sono stati manipolati dal più grande, il congolese. Finiscono in cella così piccoli, che brutto modo per iniziare una vita”.

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