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Niente più shorts e jeans strappati e tutto ciò che può essere considerato “abbigliamento non consono all’ambiente scolastico”. L’istituto tecnico Leonardo Da Vinci-Belluzzi di Rimini ha adottato un rigidissimo regolamento disciplinare che vieta anche magliette stracciate, canotte, cappellini e berrette, ciabatte e infradito. Nel caso gli studenti non rispettino per almeno tre volte il “dress code” indicato dalla scuola, rischiano una nota o un richiamo scritto da parte dei docenti e dalla dirigente dell’istituto. La misura ovviamente non è passata inosservata ed ha fatto storcere il naso a più di un genitore.

Ma ci sono anche infrazioni che verranno punite con maggiore severità: l’uso di cellulari, lettori cd durante le lezioni, ad esempio, può essere sanzionato con una sospensione da 1 a 15 giorni, fino ad arrivare alle infrazioni disciplinari più gravi, come atti di violenza o bullismo che possono portare anche alla “sospensione fino al termine dell’anno scolastico o esclusione dallo scrutinio finale o non ammissione all’esame di Stato”.

Il regolamento prevede anche una stretta per quanto riguarda “la diffusione di immagini e conversazioni con dati personali altrui non autorizzate, tramite internet o scambi reciproci di messaggi”. In questo stesso istituto nel 2016 venne diffuso con dei volantini un post scritto su Facebook dalla dirigente che poi presentò una denuncia contro ignoti per furto di frasi tratte dal suo profilo social. L’iniziativa della dirigente provocò la decisa protesta degli studenti.

 

 

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