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Il Delfinario di Rimini potrebbe non riaprire perché, secondo il Comune, ha eseguito lavori con permessi ormai scaduti e quindi abusivi. Lo riporta il Resto del Carlino che cita Massimo Gabellini, direttore della struttura, nata nel 1968 e ammodernata varie volte con permessi provvisori dell’Amministrazione. Ora il Comune ritiene quei permessi scaduti e le opere abusive. Il Delfinario per l’estate 2017 non aprirà: probabilmente una chiusura definitiva, perché anche il Demanio potrebbe non rinnovare i permessi. La struttura ha 7 dipendenti (per i quali si prospetta il licenziamento) e ospita i leoni marini e non più i delfini. Proprio con i leoni marini avrebbe dovuto tornare anche Gessica Notaro, la giovane riminese sfregiata con l’acido. “Perché i permessi, validi fino allo scorso anno, ora non lo sono più? Perché fino al 2017 nessuno dal Comune aveva fatto obiezioni? -s i chiede il direttore del Delfinario –quantificando il danno subito in centinaia di migliaia di euro. Il Comune di Rimini precisa che “gli abusi e le difformità accertati riguardano spazi e locali inerenti i servizi igienici per il pubblico, le rampe per l’accesso delle persone diversamente abili utilizzate anche come vie di esodo, vani di controllo impianto di clorazione, locali pompe, ecc..”. Per questo motivo l’Amministrazione ha concluso per “la non utilizzabilità a causa degli abusi edilizi di parti della struttura così rilevanti, indispensabili ed essenziali per l’esercizio dell’attività in maniera legittima e regolare”.

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