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Un concerto intenso, potente, autenticamente rock. I Litfiba colorano con la loro musica la Notte Rosa riminese e confermano che nonostante i quasi 40 anni di carriera, Piero Pelù e Ghigo Renzulli dal vivo non hanno perso lo smalto dei bei tempi. Le danze si aprono poco prima delle 22.30 e nell’intro al concerto c’è anche spazio per un videomessaggio di Gessica Notaro, la ragazza riminese sfregiata con l’acido dall’ex fidanzato, che parla di come “l’amore debba significare rispetto”.

I Litfiba attaccano con uno dei loro grandi cavalli di battaglia Lo spettacolo e subito il pubblico romagnolo si scalda. Poi è la volta di una serie di pezzi tratti dall’ultimo lavoro della band fiorentina Eutòpia, come l’Impossibile, Straniero e la splendida ballatona elettrica Maria Coraggio, ispirata e dedicata a Lea Garofalo, uccisa barbaramente dalla ‘ndrangheta nel 2009. Poi è il riff di Spirito a infiammare il pubblico riminese, brano dell’omonimo album del 1994. Ma durante il concerto c’è spazio anche per pescare dal repertorio più datato della band ed ecco spuntare direttamente dagli anni ’80 il riff graffiante di Resta e la surreale Gira nel mio cerchio. Nelle quasi due ore di concerto, il duo fiorentino propone anche Vivere il mio tempo, pezzo presente nell’album Infinito, il lavoro che aveva portato i Litfiba al grande successo commerciale (e per questo poi quasi “disconosciuto” dalla band), ma che aveva anche segnato la dolorosa separazione del 1999, ricucita soltanto dieci anni dopo. Ovviamente nel loro viaggio musicale i Litfiba non possono fare a meno di proporre alcune delle loro hit più famose, soprattutto degli anni ’90: il pubblico romagnolo si infiamma sulle note di Gioconda, rimane rapito dalle atmosfere oniriche di Fata Morgana e si inginocchia letteralmente (su precisa richiesta di Pelù) quando la chitarra di Renzulli intona El Diablo, vero e proprio brano simbolo della band fiorentina. Non mancano i momenti esilaranti, come quando Pelù mentre esegue Regina di Cuori, singolo di grande successo inserito tra le tracce dell’album Mondi Sommersi del 1997, invita il gentil sesso in platea a mostrare le proprie grazie, un po’ come successo nel recente concerto di Vasco Rossi. Invito che, a dire il vero, non ha avuto grosso seguito, con buona pace dei maschietti presenti tra il pubblico.

Arriva poi il brano forse più in armonia con la Notte Rosa, Lacio Drom, dove il ritornello “Ti porterò nei posti dove c’è del buon vino e festa, festa sino al mattino” sembra essere stato scritto apposta per queste pazze nottate dell’estate romagnola. In scaletta anche un altro brano anni ’80, come Paname pezzo che inneggia alla rivoluzione francese che “in Italia non faremo mai” come fa notare ironicamente Piero Pelù e, Dimmi il nome, brano del 1993 di denuncia contro la mafia, tratto dall’album Terremoto fortemente influenzato dallo scandalo di Tangentopoli di quegli anni. Il concerto volge verso la conclusione e si chiude con una versione esplosiva di Cancageiro che conferma quanto i Litfiba siano tradizionalmente avvezzi alla dimensione live. Non saranno nella fase più creativa della loro carriera, ma il duo Renzulli-Pelù dal vivo non delude. Chiedere al pubblico riminese per credere.

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