CONDIVIDI

Si sono concluse le indagini su cinque persone coinvolte nel fallimento di un’azienda forlivese, i cinque di età compresa tra i 39 e i 70 anni, ricoprivano ruoli diversi nella società da amministratori a gestori dell’attività. Tutti hanno ricevuto l’avviso di fine indagine con accuse diverse dalla più grave bancarotta fraudolenta a quella semplice aggravata. L’azienda, in liquidazione volontaria dal 2013, operava nel settore della lavorazione di lamiere stirate per rivestimenti in edilizia; i reati sono attribuiti all’organo amministrativo pro tempore, al liquidatore nominato e ad un gestore di fatto.

La società aveva iniziato l’attività nel 2011 e in breve aveva raggiunto un volume d’affari di 1,2 milioni, cambiando spesso l’organo amministrativo e arrivando ad avere 27 dipendenti. Al momento della dichiarazione di fallimento da parte del Tribunale di Forlì, nel 2015, aveva un passivo di oltre 320mila euro soprattutto verso istituti di credito, fornitori ed Equitalia. Le indagini GdF hanno permesso di scoprire azioni per drenare risorse economiche, costi ingiustificati e distrazione di somme per circa 250mila euro.

CONDIVIDI