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“Penso ancora a certe serate al Paradiso, al mitico Gianni Fabbri. Ora la situazione è terribile. Siamo passati dal Paradiso all’inferno“. Solo pochi giorni fa Fiorello (a Rimini per girare uno spot) si era pronunciato così sulla sorte della storica discoteca che sorgeva sul colle di Covignano.

A sessant’anni esatti dalla sua nascita, (era il 1957) si apre uno spiraglio per rimettere in piedi uno dei locali simbolo della Riviera. Entro il mese di luglio, infatti, uscirà il bando con base d’asta fissata dal curatore fallimentare Lorenzo Casali, a meno di tre milioni di euro. E’ stata negata la destinazione residenziale mentre è stato dato l’ok al cambio d’uso per hotel, centro sportivo, parco giochi o discoteca. Proprio queste possibilità potrebbero incentivare qualcuno a un investimento notevole, anche se per adesso non ci sono state manifestazioni d’interesse.

Il Paradiso non ha bisogno di presentazioni, è stato per anni uno dei locali più importanti di Rimini. Oggi assomiglia ad un inferno, immerso tra degrado e desolazione. Una grande villa che nel 1957 Tina Mirti Fabbri trasformò in dancing, e che il figlio Gianni fece diventare negli anni ’70 una discoteca elegante e raffinata. Al Paradiso apparirono per la prima volta le cubiste, mai viste prima in un locale da ballo. Di tutto questo è rimasto ben poco, a partire dal lungo viale d’ingresso che oggi assomiglia ad una giungla.

La situazione tragica del Paradiso è iniziata nel 2001 quando la famiglia Fabbri trovò un accordo per la vendita della discoteca ai fratelli Buffagni. Un affare da cinque milioni di euro, che entrò al centro di un’intricata vicenda giudiziaria. Fino al 2010 si sono alternate una serie di gestioni fallimentari che hanno portato ad una fine infausta un locale che ha fatto la storia di Rimini e di tutta la Riviera.

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