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Le 11 profughe (una incinta) il cui arrivo ieri sera in un ostello di Gorino (Ferrara), è stato accolto da barricate dei cittadini, sono state dirottate a Comacchio (4), Fiscaglia (4) e Ferrara. La decisione è venuta da una mediazione tra forze dell’ordine e manifestanti anche grazie l’intervento del sindaco di Ferrara Tagliani.

Ieri sera gli abitanti di Gorino e della vicina Goro hanno dato vita ad una clamorosa protesta, bloccando i tre punti d’accesso al paese in provincia di Ferrara. L’obiettivo raggiunto, era quello di non far passare il bus che trasportava i profughi. A scatenare l’ira dei circa 500 cittadini la decisione del Prefetto di Ferrara di requisire l’ostello Amore-Natura per l’accoglienza in emergenza di un gruppo in totale di 18 migranti.

Ancora oggi resta attiva una barricata nella Provinciale tra Goro e Gorino, dove vengono fatte passare solo le auto. A quanto si è appreso, la protesta sarebbe stata innescata da un corto circuito comunicativo: la requisizione di cinque stanze dell’Ostello Amore-Natura, decisa in mattinata, avrebbe dovuto essere notificata a un’ora dall’arrivo del pullman, ma la notizia è stata data ore prima, dando tempo di preparare la protesta, che continuerà anche oggi. I pescatori di Comacchio hanno annunciato che non andranno in mare e non manderanno i figli a scuola.

Il titolare dell’ostello, Filippo Rubini, ha dichiarato nei giorni scorsi alla Nuova Ferrara che non intendeva mettere a disposizione del sistema di accoglienza la sua struttura. Il sindaco di Goro, Diego Viviani ha assistito alla protesta e ha difeso i propri concittadini.

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