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Studiare con costanza evitando lunghe pause, arrivare al test mentalmente organizzati e lasciare da parte pensieri che possono distrarre dalla prova. Ecco alcuni consigli per le migliaia di studenti che in questi giorni stanno preparando il test di professioni sanitarie, previsto quest’anno per il 13 settembre. Walter, sardo di 24 anni, l’anno scorso ha passato la prova all’università di Pavia e ci ha spiegato la sua ricetta vincente. Ora frequenta il corso di Fisioterapia, il suo sogno: “Quando qualche anno fa tentai per la prima volta mi sembrava un obiettivo irraggiungibile”.

Il percorso che ha portato Walter al test è lungo e passa anche per una laurea in scienze Motorie. “Dopo essermi diplomato avevo già provato ad entrare in Fisioterapia a Cagliari, ma poi sono passato in scienze Motorie ed ho preferito proseguire quel percorso. E poi in quel momento entrare in Fisioterapia mi sembrava qualcosa di irraggiungibile – confessa – pochi posti, molti candidati, non ci credevo. Dopo essermi laureato, però, ho deciso di riprovarci con una maturità maggiore”. Da quel momento tutti gli sforzi di Walter si sono focalizzati su quell’unico obiettivo. “Ho seguito un corso “Dictatum discere” da ottobre 2014 ad agosto 2015 a Cagliari – racconta – ho investito praticamente un anno della mia vita per studiare e prepararmi. Questi corsi ti danno una buona base, ma nel frattempo bisogna studiare tanto. In quel periodo lavoravo e quando rientravo a casa mi buttavo sui libri”. Per Walter nel percorso di preparazione è stato fondamentale lo studio con un’altra persona. “Mi sono confrontato a lungo con un collega – spiega – è stato molto utile perché ci compensavamo a vicenda: nelle materie in cui ero più preparato, io aiutavo lui e viceversa. Non è un cosa da poco, perché gli argomenti da studiare sono tanti, quindi avere una persona che in alcuni casi ti spiega i concetti è molto positivo”.

test ammissione

Avere alle spalle un’esperienza di studio consolidata è stato prezioso per raggiungere il tanto sospirato obiettivo del superamento del test. “Da un punto di vista dei contenuti, avere una laurea in scienze Motorie mi ha aiutato solo per Biologia. Più che altro – chiarisce – è stata un vantaggio perché si possiede una maggiore maturità: si è più consapevoli su come organizzare gli studi”. Walter sembra non avere dubbi su quale sia il punto fondamentale per una preparazione efficace del test: “Non mi sento di dare grandi consigli sulla metodologia di studio da seguire – dice – l’unica cosa che posso dire è che è molto importante avere costanza: meglio non staccare troppo a lungo, perché si rischia di perdere il ritmo”. Durante la prova, invece, è l’aspetto psicologico e mentale ad avere un’importanza cruciale. “E’ preferibile avere uno schema mentale chiaro su come affrontare la prova- spiega – meglio rispondere prima alle domande delle materie in cui si è più preparati e lasciare per ultime quelle in cui si è meno sicuri. Così si può avere più tempo per riflettere sui quesiti in cui ci si sente meno preparati. Ovviamente è molto importante anche l’aspetto mentale: nel momento in cui inizia la prova, occorre lasciare da parte tutti gli altri pensieri e concentrarsi solo sull’esame”. Il test di Pavia ha presentato anche un’ulteriore complicazione: “I quesiti non erano ordinati per materia e quindi questo ha reso più difficile la prova, perché andare da un tema all’altro rischia di confondere le idee”.

E’ passato quasi un anno da quando Walter ha superato il test a Pavia e sembra molto soddisfatto dell’organizzazione dell’ateneo lombardo. “Ci sono docenti molto preparati. Il mio percorso per adesso e regolare – racconta – mi hanno abbuonato gli esami di un semestre intero”. Da buon sardo, però, Walter sente la mancanza della sua isola. “Non è stato facile ripartire da zero qui – confessa – ormai mi ero abituato a vivere a Cagliari, con i miei amici e la mia ragazza. Mi manca tanto la Sardegna, per questo ho chiesto di trasferirmi”.