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Rigore e organizzazione nello studio degli argomenti, svolgere tante simulazioni e tenere lontane le emozioni negative, come l’ansia e il panico. Sono questi i consigli principali per superare lo scoglio del test di ammissione in Medicina, che arrivano direttamente da chi l’anno scorso è riuscito a passare la prova. Alfonso, 20 anni, originario di Castelvenere (BN), ora frequenta l’Alma Mater Studiorum di Bologna. Un anno fa, oltre ad aver passato il test dell’università felsinea, aveva superato le prove anche all’Humanitas di Milano per il corso di Medicina in lingua inglese. Ora è ad un solo esame dal completamento del primo anno e sembra contento del suo percorso fino a questo momento: “Sarebbe potuto andare meglio, ma sono soddisfatto”.

Ma quali sono i segreti per una preparazione efficace? Inutile dire che i tempi e l’intensità dello studio possono variare da persona a persona e non ci sono regole fisse. Nel caso di Alfonso “la preparazione non è stata molto lunga e mi ha preso effettivamente non più di un mese di estate – spiega – anche se simulazioni ne ho fatte tante, iniziando già da aprile. Può sembrare poco, ma in fondo è sufficiente, anche perché serve ad introdurre all’università, dove spesso i tempi sono scomodi e si è soli di fronte allo studio”. La preparazione del futuro medico è stata soprattutto in solitaria, con l’ausilio di manuali ed, ovviamente, anche di internet. “Ho usufruito dei classici libri come Alphatest e seguito il gruppo Facebook Test Busters (che penso facciano un ottimo lavoro, soprattutto con le simulazioni), ma per il resto ho fatto leva, bando alla mano, su uno studio autonomo degli argomenti”. Per Alfonso in alcune fasi è stato utile anche incontrarsi con altri studenti. “Ogni tanto capitava di vederci con degli amici per studiare un pomeriggio insieme, più per un confronto e per rilassarsi un po’ che per altro. Inoltre – continua il futuro camice bianco – dovendo provare il test anche per l’Humanitas, ricercavo la terminologia in inglese”. Ma nella “ricetta” che si può sicuramente definire vincente di Alfonso, c’è stata anche un’attenzione particolare per il modo in cui vengono formulate le domande nei test. Forse è questa la vera insidia. “Penso che il grosso del lavoro per il test – osserva – sia entrare nella “forma mentis” dei quesiti, ovvero, entrare nella loro logica: spesso le difficoltà sorgono più per come sono poste le domande che per quello che chiedono”.

Se è vero che la preparazione è fondamentale, poi però bisogna fare i conti con il momento della prova che nasconde pericoli che nella fase di studio non emergono. L’emotività può giocare brutti scherzi ed ecco perché è importante arrivare il più possibile pronti mentalmente ad affrontare il test. “Durante la prova ho distribuito male il tempo – confessa Alfonso – questa è stata una difficoltà per me. Ho risposto con un po’ troppa calma ai quesiti di Logica e poi ho dovuto lasciare quattro domande tra Fisica e Matematica in bianco, perché richiedevano tempo per i calcoli. Dunque consiglio vivamente a chi affronta il test di non andare in panico e di fare ordine sia fisicamente sul banco, sia temporalmente tra le varie sezioni, individuando quelle per cui ci si sente più preparati e quelle che, invece, potrebbero richiedere più tempo. In questo modo – consiglia Alfonso – sarà possibile gestire meglio il tempo a disposizione”.

A circa un anno dal suo test, Alfonso prosegue con buon profitto il suo corso di studi. “A parte un 26 nell’esame di Fisica che mi sta sullo stomaco e Biochimica che devo sostenere a settembre – racconta – i voti sono stati tutti molto alti. Non mi sembra di aver trovato particolari difficoltà – conclude – a parte la gestione del tempo, ho dovuto dividere la giornata tra conservatorio e università e non è semplice”.