CONDIVIDI

C’è un settore che non conosce crisi in Italia. E’ il turismo. Ma questo rischia di trasformarsi in un boomerang per alcuni luoghi simbolo del Belpaese, “presi d’assalto” da milioni di turisti stranieri e nostrani. Per fare due esempi, Capri e Venezia registrano quest’anno rispettivamente un +9% e +5% di presenze. Una sorta di “invasione” che inizia a preoccupare i sindaci che pensano seriamente di introdurre un numero chiuso per limitare i vacanzieri, soprattutto quelli da mezza giornata.

A Venezia il problema è datato, il primo a parlare di numero chiuso fu il sindaco Mario Rigo nel lontano 1980. Oggi l’amministrazione guidata da Luigi Brugnaro pensa a una “Ztl per i turisti”, l’idea è quella di installare dei tornelli per entrare in Piazza San Marco. Una soluzione per “salvare” questa città certamente patrimonio dell’umanità ma soprattutto del nostro paese. Per capire il problema basta guardare i numeri, nel 2015 la città veneta ha accolto 8.652.195 turisti (+4% rispetto al 2014). Un flusso enorme che deve essere governato per non trasformare definitivamente Venezia in una sorta di citta Disneyland. Non bisogna dimenticare, inoltre, che il turismo di massa “mordi e fuggi” produce più costi che redditività.

Analoga situazione di sovraffollamento turistico a Capri. L’amministrazione locale ha stabilito che, dal 24 marzo al primo novembre, auto e moto private non possono circolare, escluse quelle dei residenti. Ogni anno sbarcano sull’isola oltre quattro milioni di vacanzieri (molti dei quali “mordi e fuggi”). Il sindaco Gianni De Martino vuole rallentare la frequenza di traghetti e aliscafi, portandolo a uno ogni venti minuti.

Il caso limite in Italia è rappresentato da San Gimignano, lo splendido borgo medievale in provincia di Siena, che rischia di “morire” di turismo. In alcuni periodi dell’anno accoglie anche 20mila turisti al giorno, a fronte dei circa mille abitanti. Negli ultimi trent’anni il centro storico ha perso 2/3 dei residenti, il borgo è diventato una sorta di Disneyland del Medioevo, con tanto di tre “musei” della tortura. Tutto è a misura di un turismo da mezza giornata, dopo le 18 tutto si spegne e sono soprattutto i giovani a fuggire. Non teme sicuramente l’invasione di vacanzieri italiani e stranieri la Riviera romagnola, una delle destinazioni turistiche d’eccellenza. Qui nessuno pensa al numero chiuso, i turisti (tutti) sono i benvenuti, e in più a Rimini c’è Italia in Miniatura, il parco tematico che riproduce tutte le meraviglie italiane, Venezia compresa…

 

Rimani aggiornato: metti “Mi Piace” a The Teller.