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E’ finita in un hotel di Bellaria Igea Marina (Rimini) la latitanza di Cosimo De Leonardo, 63 anni, pericoloso criminale pugliese affiliato al clan Di Pierro, organizzazione mafiosa legata alla Sacra Corona Unita che esercita la sua egemonia criminale a Taranto.

Il boss, a prima vista un pensionato come tanti in Riviera, si era camuffato, insieme alla compagna, tra i villeggianti di un albergo di Bellaria. All’arrivo degli uomini della squadra mobile di Rimini, ha esibito un documento falso. Ma gli agenti lo tenevano d’occhio da tempo, e De Leonardo non ha potuto fare altro che complimentarsi con loro: “Siete stati bravi a prendermi”. 

Il mafioso era latitante da quasi un mese, cioè da quando era riuscito a sfuggire ad una maxi retata denominata “Città eterna” in cui erano finite in manette decine di persone. Un duro colpo all’agguerrito clan guidato da Cosimo Di Pierro, che ai suoi affiliati ripeteva in continuazione “Taranto è nostra”. 

De Leonardo, detto “Zio Mimmo”, bloccato dalla Polizia sabato pomeriggio, è accusato a vario titolo di associazione per delinquere di stampo mafioso, concorso esterno in associazione per delinquere di stampo mafioso, tentato omicidio, estorsione aggravata dal metodo mafioso, rapina aggravata, detenzione illecita di armi clandestine e munizioni, danneggiamento aggravato dal metodo mafioso e altro”. Lo scorso 2 luglio era stato arrestato il figlio del boss, Pasquale De Leonardo, 43 anni, scovato dalla Polizia in una villetta nella zona di Lama, a Taranto.