CONDIVIDI

E’ tempo di scelte per i neo diplomati. Le fatiche della maturità sono alle spalle, ma non ci si può fermare. Soprattutto chi ha intenzione di provare l’accesso ai corsi a numero programmato deve affrettarsi nella scelta. Per i ragazzi che sognano una carriera lavorativa nelle professioni sanitarie, infatti, il tempo stringe: le iscrizioni alle prove di settembre scadono il 26 luglio. Come è noto, questi corsi assicurano un placement molto elevato. I dati del rapporto Almalaurea 2016 descrivono una situazione per i neolaureati molto positiva. Il tasso di occupazione dei laureati magistrali a cinque anni dal conseguimento del titolo è il più alto in assoluto, con il 95,4%. Molto bene anche per quanto riguarda le retribuzioni medie: gli stipendi raggiungono i 1552 euro al mese. Fanno meglio solo Ingegneria (1705 euro), le professioni scientifiche (1614 euro) e quelle chimico-farmaceutiche (1562 euro). Nella scelta dell’ateneo dove affrontare questi studi può essere sicuramente d’aiuto la classifica sulle università italiane de La Repubblica – Censis 2016-2017. Nello specifico la graduatoria riguarda l’ambito medico-sanitario e comprende i corsi delle professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche, professioni sanitarie  della riabilitazione, professioni sanitarie tecniche e professioni sanitarie della prevenzione. Come per tutte le altre aree disciplinari, anche per stilare la classifica delle migliori facoltà di quest’ambito, l’Istituto di ricerca tiene conto soprattutto di due parametri: la progressione della carriera degli studenti e i rapporti internazionali, valutati per progetti di ricerca e produttività scientifica. Ecco le prime dieci posizioni della graduatoria relative alle lauree triennali.

10° posto: Università degli Studi di Pavia

Nell’ultimo gradino della top ten troviamo in decima posizione l’università degli Studi di Padova, con un punteggio medio di 92,5Per quanto riguarda la progressione di carriera degli studenti, quest’ateneo ottiene una valutazione di 103, mentre nei rapporti internazionali si ferma ad 82.

9° posto: Università degli Studi delle Marche

Al nono posto troviamo l’Università degli Studi delle Marche, con un punteggio medio di 93,5. L’università marchigiana raggiunge un punteggio di 107 per la progressione di carriera, mentre si ferma a 80 nei rapporti internazionali.

8° posto: Università degli Studi di Verona

In ottava posizione ecco l’Università degli Studi di Verona, con un punteggio medio di 94. L’ateneo veneto raggiunge una valutazione di 104 per la carriera degli studenti, mentre il giudizio si ferma a 84 punti per quanto concerne i rapporti internazionali.

7° posto: Università degli Studi di Milano Bicocca

Arrivati alla settima posizione troviamo l’Università degli Studi di Milano Bicocca, che raggiunge un punteggio medio di 95. L’ateneo lombardo ottiene una valutazione di 108 nella progressione di carriera degli studenti, mentre nei rapporti internazionali la valutazione scende a 82.

6° posto: Università degli Studi di Padova

Il sesto posto è occupato dall’Università degli Studi di Padova. L’ateneo veneto ottiene una valutazione media di 96, frutto di un punteggio di 106 nella progressione di carriera degli studenti e di un voto di 86 nei rapporti internazionali.

5° posto: Università degli Studi di Brescia

A metà classifica ecco l’Università degli Studi di Brescia, che raggiunge un punteggio medio di 96,5. L’ateneo lombardo ottiene il massimo dei voti, 110, nella progressione di carriera degli studenti, mentre nei rapporti internazionali la valutazione scende a 83.

4° posto: Università degli Studi di Bologna

Quarto posto per l’Università degli Studi di Bologna che raggiunge un punteggio medio di 98. Quest’ateneo ottiene un buon 104 per quanto riguarda la progressione di carriera, mentre il giudizio è molto meno positivo nei rapporti internazionali, dove si ferma a 92.

3° posto: Università degli Studi di Torino

Medaglia di bronzo per l’università degli Studi di Torino che raggiunge un punteggio medio di 98,5. L’ateneo piemontese fa benissimo per quanto riguarda la progressione di carriera, con una valutazione di 108, mentre il giudizio è molto meno positivo nei rapporti internazionali, dove l’università torinese si deve “accontentare” di un punteggio di 89.

2° posto: Università degli Studi di Udine

Secondo posto per l’Università degli Studi di Udine che raggiunge un punteggio medio di 103,5. L’ateneo friulano fa benissimo per quanto riguarda i rapporti internazionali, con una valutazione di 110, mentre il giudizio è molto meno positivo nella progressione  di carriera, dove si ferma a 97.

1° posto: Università degli Studi Modena e Reggio Emilia

Sul primo gradino del podio svetta l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, che stacca nettamente le altre università presenti sul podio con un punteggio medio di 105,5. L’ateneo emiliano raggiunge il massimo dei voti per quanto riguarda la progressione di carriera, con un punteggio di 110, mentre si ferma ad un comunque buon 101 nei rapporti internazionali.

Ecco la classifica completa:

classifica professioni sanitarie