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Siete curiosi della vita in tutte le sue forme e vi piacerebbe studiarla a fondo? Allora non c’è dubbio, siete tagliati per frequentare Biologia. I dati del rapporto Almalaurea 2016 descrivono una situazione per i neolaureati difficile da decifrare. Il tasso di occupazione dei laureati magistrali a cinque anni dal conseguimento del titolo è tra i più bassi e si ferma al 77,5%: fanno peggio solo l’ambito giuridico (74,7%) e quello letterario (72,3%). Va meglio, però, per quanto riguarda le retribuzioni: gli stipendi medi raggiungo i 1326 euro al mese. Nella scelta dell’ateneo dove affrontare questi studi può essere sicuramente d’aiuto la classifica sulle università italiane di La Repubblica – Censis 2016-2017. Nello specifico la graduatoria riguarda l’ambito geo-biologico e comprende i corsi di Biotecnologie, Geografia, Scienze biologiche, Scienze e tecnologie per l’ambiente e la natura e Scienze geologiche. Come per tutte le altre aree disciplinari, anche per stilare la classifica delle migliori facoltà di questo ambito, il Centro studi tiene conto soprattutto di due parametri: la progressione della carriera degli studenti e i rapporti internazionali, valutati per progetti di ricerca e produttività scientifica. Ecco le prime dieci posizioni della graduatoria relative alle lauree triennali.

10° posto: Università degli Studi dell’Insubria

Nell’ultimo gradino della top ten troviamo in decima posizione l’università degli Studi dell’Insubria, con un punteggio medio di 89Per quanto riguarda la progressione di carriera degli studenti, quest’ateneo ottiene una valutazione di 98, mentre nei rapporti internazionali si ferma ad 80.

8° posto: Università degli Studi di Milano Bicocca e Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia

All’ottavo posto troviamo la coppia composta dall’Università degli Studi di Milano e dall’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, con un punteggio medio di 90. I due atenei totalizzano un punteggio perfettamente identico per quanto concerne le due voci di valutazione: raggiungono 98 per la progressione di carriera, mentre si fermano a 82 nei rapporti internazionali.

7° posto: Università degli Studi di Urbino

Al settimo posto ecco l’Università degli Studi di Urbino, con un punteggio medio di 90,5. L’ateneo marchigiano raggiunge una valutazione di 94 per la carriera degli studenti, mentre il giudizio si ferma a 87 punti per quanto concerne i rapporti internazionali.

6° posto: Università degli Studi di Parma

A metà classifica ecco l’Università degli Studi di Parma, che raggiunge un punteggio medio di 91. L’ateneo emiliano ottiene un punteggio di 97 nella progressione di carriera degli studenti, mentre nei rapporti internazionali la valutazione scende a 85.

4° posto: Università degli Studi di Torino e Università degli Studi di Padova

Arrivati ai piedi del podio ecco un altro binomio, questa volta composto dall’Università degli Studi di Torino e dall’Università degli Studi Padova. Le due università ottengono una valutazione media di 92. Nella progressione di carriera degli studenti la prima si attesta su un punteggio di 107, mentre la seconda la scavalca, raggiungendo un punteggio di 109. Diverso il discorso per quanto riguarda i rapporti internazionali, dove Torino ottiene una valutazione di 77, mentre Padova si ferma a 75.

3° posto: Università degli Studi di Pavia

Medaglia di bronzo per l’università degli Studi di Pavia che raggiunge un punteggio medio di 92,5. L’ateneo fa benissimo per quanto riguarda la progressione di carriera, con una valutazione di 110, mentre il giudizio è molto meno positivo nei rapporti internazionali, dove l’ateneo lombardo si deve “accontentare” di un punteggio di 75.

2° posto: Università degli Studi di Bologna

Secondo posto per l’Università degli Studi di Bologna che raggiunge un punteggio medio di 93,5. Quest’ateneo fa benissimo per quanto riguarda la progressione di carriera, con una valutazione di 102, mentre il giudizio è molto meno positivo nei rapporti internazionali, dove si ferma a 85.

1° posto: Università degli Studi di Camerino

Sul primo gradino del podio svetta l’Università degli Studi di Camerino, che stacca nettamente le altre università presenti nel podio con un punteggio medio di 103,5. L’ateneo marchigiano raggiunge il massimo dei voti per quanto riguarda i rapporti internazionali, con un punteggio di 110, mentre si ferma a 97 nella progressione di carriera.

Ecco la classifica completa:

Fonte: “Grande guida università 2016-17″ Repubblica-Censis
Fonte: “Grande guida università 2016-17″ La Repubblica-Censis

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