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Un taglio di 800 posti rispetto allo scorso anno, circa il 10% in meno. La scure del ministero della Salute potrebbe cadere sui test di Medicina: a lanciare l’allarme il coordinamento studentesco Link che cita il documento sui fabbisogni della Salute. Nelle carte è contenuta una richiesta per il prossimo bando per il corso di laurea di Medicina e Chirurgia di 8700 posti, mentre lo scorso anno gli aspiranti camici bianchi ne avevano a disposizione 9530.

Duro l’attacco di Link al Ministero: «La richiesta risulta essere inferiore di più di mille unità rispetto alla richiesta avanzata dalle Regioni, riteniamo, pertanto inaccettabile, soprattutto a fronte delle sempre maggiori difficoltà territoriali del Ssn, un investimento a decrescere. Per l’ennesima volta – spiegano gli studenti – le istituzioni preposte giocano coi numeri sulla pelle non solo degli aspiranti medici, che vedono trascurato il loro diritto allo studio, ma anche della popolazione sempre più bisognosa di cure, in un contesto in cui il Ssn è sempre meno adeguato a dare risposta a questo bisogno».

Secondo il sindacato studentesco che il paventato taglio è dovuto al fatto che la pianificazione delle politiche relative alla salute pubblica sia fortemente condizionata da questioni di bilancio. «L’impressione è che a determinare la programmazione dell’offerta di salute e quindi di formazione medica sia sempre più il ministero dell’Economia e delle Finanze – attacca Link – ribadiamo con forza che non ci si può basare solo sulle ristrettezze di bilancio e sulle curve pensionistiche per valutare il fabbisogno di personale medico sanitario futuro. Il Sistema Sanitario deve essere adeguatamente finanziato, coinvolgendo nell’analisi anche altri dati complessi come la migrazione delle popolazioni, il suo invecchiamento, il divario di reddito che si sta sempre più allargando su due fronti e la territorialità».

Infine gli studenti ribadiscono la loro contrarietà al taglio e auspicano un maggiore coinvolgimento nelle scelte: «Chiediamo al Ministero dell’Istruzione di non avallare questa richiesta di riduzione dei posti e di riaprire il dibattito sull’accesso al corso di laurea in Medicina e Chirurgia, troppo frettolosamente chiuso 2 anni fa, coinvolgendo, inoltre, le rappresentanze studentesche e tutti gli attori del Sistema sanitario».

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