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State scegliendo la facoltà in cui iscrivervi all’Università? Nella fatidica decisione può essere di aiuto il report 2016 del consorzio Almalaurea che ha analizzato la condizione occupazionale dei laureati, intervistando oltre 570 mila ragazzi delle 71 università aderenti al Consorzio. Nella classifica con il più alto tasso di occupati a 5 anni dal conseguimento del titolo (i dati riguardano le lauree magistrali) svetta Medicina e professioni sanitarie con il 95% degli occupati, incalzata da Ingegneria con un ottimo 93%. Sale sul podio anche Economia, con il 90,4% dei laureati occupati, mentre il quarto posto troviamo chi ha conseguito un titolo nell’area Scientifica (86,5%). Appaiate al quinto posto troviamo la coppia Farmacia e Architettura con l’86,1%.

Tabella occupazione
Fonte: Rapporto Almalaurea 2016 sul “Profilo e la condizione occupazionale dei laureati”

Dati che confermano come il mondo del lavoro premi soprattutto i laureati nelle professioni tecnico-scientifiche, mentre chi ha conseguito un titolo nelle facoltà umanistiche finisce inevitabilmente per avere molte più difficoltà. E non è un caso che le aree disciplinari con il maggior numero di disoccupati, invece, siano tutte di quest’ambito, con la sola eccezione di quello geo-biologico: in questa poco edificante classifica, infatti, primeggia l’area letteraria con 17,9% di disoccupati (sempre dopo cinque anni dal conseguimento del titolo), seguita da quella giuridica (14,9%), geo-biologica (13,9%), insegnamento (13,4%) e psicologico (12,8%).

Nella scelta della facoltà possono avere anche un peso decisivo le retribuzioni che ogni area disciplinare può offrire ai propri laureati una volta inseriti nel mondo del lavoro. In questo senso è evidente la correlazione positiva tra i tassi d’occupazione e i guadagni. Se si considerano le prime cinque posizioni troviamo al primo posto i laureati in Ingegneria (1705 euro), seguiti da quelli dell’ambito Scientifico (1614 euro) e dal gruppo Chimico-farmaceutico (1562 euro). Ai piedi del podio ecco i laureati in Medicina (1552 euro) e chi ha conseguito la laurea in Economia con 1496 euro di guadagno mensile. Neanche a dirlo, tra i laureati più “poveri” troviamo ancora una volta chi possiede i titoli dell’area umanistica: i laureati in Psicologia guadagnano appena 980 euro al mese, un po’ meglio va per i laureati in Educazione fisica (1059 euro) e chi ha scelto l’Insegnamento (1093 euro). Le retribuzioni salgono leggermente per chi si è laureato nell’ambito Letterario (1117 euro), Linguistico (1203 euro) e Giuridico (1209 euro).

Tabella retribuzione
Fonte: Rapporto Almalaurea 2016 sul “Profilo e la condizione occupazionale dei laureati”

Ovviamente questi dati rappresentano soltanto un’importante bussola di supporto ai ragazzi per l’orientamento, ma non possono e non devono essere considerati gli unici strumenti utili per decidere. Lo stesso consorzio Almalaurea quando diffonde i suoi dati avverte che «nel bilancio post laurea rientrano anche numerosi altri fattori» come «la realizzazione personale e il bagaglio di competenze e conoscenze che ci accompagnano durante la nostra vita». Inoltre, è possibile anche che il mercato del lavoro cambi nell’immediato e che promuova nuove lauree che attualmente risultano essere in crisi. Insomma, il primo comandamento deve essere sempre e soltanto uno: seguire innanzitutto le proprie attitudini.