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“Sono due mesi che passo la mia giornata di lavoro seduto su una panchina”, racconta un giardiniere del comune di Roma. Questa è la giornata di lavoro tipo dei 36 giardinieri comunali dopo esser stati decentrati ai municipi dalla ex giunta Marino.

Spostati dal dipartimenti Tutela e Ambiente e distribuiti in tredici municipi della capitale per effetto della delibera n.362 del 29 ottobre 2015, 36 giardinieri si trovano nella condizione di passare l’orario di lavoro a braccia conserte. Questo perché i municipi non hanno sufficienti fondi per adoperarli: mancano attrezzature, mezzi, tute, spogliatoi e soldi per l’acquisto del materiale.

La delibera firmata a ottobre dalla giunta Marino prevedeva il trasferimento di competenze sulle aree verdi di vicinato (giardini e scuole) dall’amministrazione centrale ai municipi richiamando una datata delibera del consiglio comunale, la n.10 del 1999, che aveva dato inizio al decentramento dei servizi pubblici comunali. Nella delibera di ottobre il Campidoglio trasferiva la gestione del verde orizzontale di oltre 80 ettari sparsi nel territorio comunale ai municipi e prevedeva di fornire le amministrazioni periferiche di uomini e fondi per far fronte alla nuova mansione.

Così non è stato. Il 21 marzo di quest’anno, infatti, il dipartimento Tutela e Ambiente del Comune assegna 36 giardinieri comunali ai 13 municipi interessati dalla delibera di ottobre, ma non menziona mezzi, strumenti e fondi. I municipi si sono visti assegnare 3 giardinieri a testa (solo in un caso 2) ettari di verde da dover curare ma nessun modo per poterlo fare.

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