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Una vera e propria sala operativa con pc, palmari e accesso ad Internet per smistare le risposte durante le prove. Le aspiranti matricoli avrebbero pagato 30mila euro per superare i test d’ingresso alla Facoltà di Medicina e Odontoiatria di Bari. La seconda sezione penale del tribunale del capoluogo pugliese ha condannato in primo grado dieci persone a pene comprese fra quattro anni e tre mesi e due mesi di reclusione. I fatti incriminati si riferiscono agli anni 2007 e 2009.

In particolare sono stati condannati anche tre docenti, il prof Felice Roberto Grassi, all’epoca direttore del dipartimento di Odontostomatologia, alla pena di quattro anni e tre mesi di reclusione per i reati di associazione per delinquere e violazione della legge del 1925 sulla falsa attribuzione di lavori altrui. Gli altri due docenti universitari condannati sono Roberto Cortallazzi e Fiorenzo Faccioni (tre mesi di reclusione). Condanne anche per Andrea Ballini, tecnico informatico dell’Università di Bari, alla pena di tre anni e tre mesi e Francesco Miglionico, odontotecnico di Altamura (Bari), all’epoca dei fatti assessore comunale alle Attività produttive e laureando in odontoiatria, alla pena di due anni e tre mesi di reclusione. Secondo le indagini della Guardia di finanza la centrale operativa dalla quale partivano gli “aiuti” alle aspiranti matricole, era proprio a casa di Miglionico ad Altamura.

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Il tribunale di Bari ha condannato anche il medico Saverio Capodiferro e altre tre persone (Filippo Capurso, Filomena Fiorella De Gioia, Maria Carretta). Condanna a due mesi anche per lo studente Francesco Bozza. Sei imputati, studenti e genitori sono stati prosciolti, mentre altre otto posizioni, tutti studenti accusati di truffa, sono state trasmesse per competenza alle Procure di Napoli, Foggia e Verona. L’Università di Bari si è costituita parte civile e ha chiesto un risarcimento di 500mila euro.


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