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Quarto capitolo della docu-inchiesta Metro C. Metodo Capitale. La scorsa settimana abbiamo dato voce alla preoccupazione di alcuni cittadini e associazioni romane sul probabile impatto dei lavori della tratta T3 ai monumenti del centro storico. Abbiamo conosciuto la dottoressa Paola Giannone, architetto e attivista del M5S, secondo la quale il nodo della sicurezza ai monumenti nella tratta T3 non è ancora tutto sciolto.

Oggi parliamo di una delle zone d’ombra dei lavori su cui gli inquirenti stanno facendo luce: le varianti. L’opera, secondo quanto ricostruito dall’Anac, è stata oggetto nel tempo di 45 varianti, 7 a parità di costo, 5 in diminuzione e 33 in aumento che hanno generato un incremento contrattuale di circa 316 milioni di euro.

Per capire qual è il rapporto che lega un’opera alle sue varianti abbiamo parlato con un esperto di ingegneria civile e sistemi di trasporto pubblico, l’ing. Antonio Alei, che ci ha chiarito un concetto fondamentale: una variante in corso d’opera è una misura di intervento straordinario legata a problemi imprevedibili in fase di progettazione.

In un suo studio sui lavori della Metro C redatto nel 2010, l’ing. Alei, pone l’accento sull’ambiguità del rapporto eccessivo tra il numero di varianti totale e quello di varianti archeologiche: 45 a 15. Il suo dubbio, lo stesso che ritroviamo all’interno delle conclusioni della delibera 51 dell’Anac del 2015, è come si può in una città come Roma considerare l’archeologia un evento imprevedibile e causa di una o più varianti?

La legge sugli appalti comunque è chiara “nel caso di appalti avente ad oggetto la progettazione esecutiva e l’esecuzione di lavori – come la metro c, ndr – l’appaltatore risponde dei ritardi e degli oneri conseguenti alla necessità di introdurre varianti in corso d’opera a causa di carenze del progetto esecutivo”. Peccato che la maggior parte delle varianti ha generato 316 milioni di extra costi che sono ricaduti sull’importo del contratto che è aumentato via via nel tempo.

The Teller ripercorre le tappe di quest’opera attraverso la testimonianza di esperti per ricostruire una delle pagine peggiori nella storia delle opere pubbliche d’Italia e lo fa grazie a una docu-inchiesta a puntate intitolata Metro C. Metodo capitale.

Roma è una realtà complessa, difficile da capire. In lei si alternano bellezza, fascino e carisma a degrado, corruzione e miseria. Qui, all’ombra del Colosseo, da anni si lavora per costruire la terza linea di metropolitane della capitale. Un’opera divenuta ormai esempio di come i lavori pubblici non vanno fatti.

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