CONDIVIDI

La Guardia di Finanza ha chiuso l’indagine sui conti del Cesena calcio e l’esito ha del clamoroso. Il procuratore di Forlì-Cesena, Sergio Sottani, ha infatti messo sotto inchiesta sia il presidente attuale, Giorgio Lugaresi, che quello precedente, Igor Campedelli. Insieme a loro, finiscono nel mirino anche l’ex direttore generale Luca Mancini, il professionista Luca Leoni e gli imprenditori Potito Trovato e Coclite Mastrorazio. Le accuse ipotizzate a vario titolo sono di frode fiscale, riciclaggio, associazione a delinquere finalizzata all’appropriazione indebita, simulazione di reato e falso in bilancio.  Gli indagati sono accusati di aver messo in piedi un complicato meccanismo attraverso cui sarebbero riusciti a sottrarre 11 milioni di euro.

È stato provato, sostanzialmente, che attraverso falsi contratti per fornitura di servizi, realizzazione di lavori e prestazioni di consulenze, tutti contabilmente giustificati da fatture per operazioni inesistenti per oltre 7 milioni di euro, gli indagati hanno depauperato le casse della società sportiva al fine di appropriarsi delle illecite risorse provenienti dalla frode fiscale, creandosi, inoltre, un importante ed illecito sgravio fiscale a fine anno. Le indagini hanno consentito di individuare una vera e propria  “alleanza” tra il presidente pro tempore della società calcistica, quattro imprenditori e due commercialisti cesenati i quali, a vario titolo, abusando delle proprie specifiche posizioni, nonché, in alcuni casi, dei più alti incarichi dirigenziali all’interno del club calcistico, hanno attuato una serie di raggiri contabili ed amministrativi finalizzati alla creazione di “fondi neri” a discapito delle casse A.C. Cesena S.p.A.

Grazie alle rogatorie con San Marino, i finanzieri sono riusciti a seguire i soldi che, una volta usciti dalle casse del Cesena e transitati sui conti riconducibili ad un imprenditore edile e alberghiero che li riciclava, finivano nei conti correnti personali di Campedelli o nelle casse delle società immobiliari a lui riconducibili. Il commercialista ed ex direttore generale Luca Mancini aveva invece un altro ruolo: dopo aver procurato finanziamenti alla società per milioni di euro, sostiene la Gdf, con la complicità di Campedelli ha raggirato i soci facendosi pagare per prestazioni professionali mai eseguite e intascando circa un milione. L’indagine consentirà ora alla Gdf di avviare una serie di controlli fiscali per verificare i danni provocati all’erario, sotto forma di omesso pagamento delle imposte dirette o indirette.

Gli investigatori delle Fiamme Gialle hanno, infine, ipotizzato anche il reato di falso in bilancio correlato a plusvalenze generate dalla compravendita di noti calciatori di serie A, il più famoso dei quali, è il giapponese Nagatomo, comprato dal Cesena e dopo poco ceduto all’Inter. In particolare, il valore dei giocatori, in alcuni casi, veniva artificiosamente sopravvalutato al fine di ridurre sensibilmente le perdite di esercizio. Una circostanza che, in base al dlgs 231 del 2001 – quello sulla responsabilità amministrativa delle società e degli enti – potrebbe costare al Cesena una sanzione pecuniaria molto elevata.

CONDIVIDI