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«Chiediamo lo stop dei corsi dell’Università di Medicina rumena ad Enna e alla Regione di fare chiarezza sulle convenzioni sottoscritte dalla Fondazione Proserpina con gli assessorati regionali alla Salute e alla Formazione da un lato, e con l’Asp di Enna dall’altra». Ad avanzare la richiesta sono i rettori delle tre Università siciliane di Messina, Pietro Navarra, di Catania, Giacomo Pignataro, e Franco La Mantia, pro rettore dell’Università di Palermo. I tre hanno convocato questa mattina una conferenza stampa a Palazzo dei Normanni per fare chiarezza su una vicenda che, sottolinea Pignataro, «non riguarda interessi corporativi delle Università ma gli interessi degli studenti e dei giovani medici e il loro diritto ad avere regole che vengano rispettate». Sul tavolo l’attivazione, ad Enna, di corsi di Medicina gestiti dalla Fondazione Proserpina in collaborazione con l’Università rumena ‘Dunarea De Joso’ di Galati. I corsi sono stati dichiarati illegittimi dal Miur e ieri il prefetto di Enna ha fatto sapere che sono in corso «gli opportuni accertamenti» e che al momento la Fondazione Proserpina non ha provveduto a richiedere l’iscrizione nell’apposito registro istituito in Prefettura.

«È una questione sulla quale non saremmo voluti intervenire – spiega il rettore dell’Università di Catania, ringraziando il ministero dell’Istruzione e il sottosegretario Faraone per il loro intervento di ieri – ma è necessario che la Regione faccia chiarezza sul suo ruolo. Quello che è certo è che la Fondazione Proserpina, che fra l’altro sembra non essere una fondazione ma una srl, ha stipulato due convenzioni, una ad agosto di quest’anno con gli assessorati alla Salute e alla Formazione e l’Università Kore di Enna, e un’altra nel 2014 con l’Asp di Enna». Convenzioni che, a detta dei rettori delle Università siciliane, sarebbero prive di un fondamento giuridico e che «non si spiega come siano state sottoscritte dalla Regione». Per questo, sottolinea Navarra, «chiediamo al parlamento siciliano un intervento affinché la Regione revochi queste due convenzioni che riteniamo dannose per gli studenti ma anche per l’intero sistema sanitario del paese». I tre rettori, giorni fa, hanno anche scritto una lettera al presidente della Regione «sottolineando le incongruenze di questa situazione».

Rettore romeno: “Tutto perfettamente legale”

«Ci appare sopra le righe la reazione e il comportamento del Ministero dell’Istruzione italiano che sa benissimo che la nostra iniziativa è perfettamente legale». Così il rettore dell’università romena Iulian Gabriel Bjrsan, commenta la vicenda della Facoltà di Medicina e Professioni mediche che l’Università «Dunarea de Jos» di Galati ha aperto ad Enna. «In qualità di Rettore dell’ Università Dunarea de Jos di Galati – scrive in una nota il rettore – mi sento di assicurare che i corsi di Medicina e Professioni Sanitarie si svolgeranno nel pieno e totale rispetto della normativa Comunitaria. Questi corsi sono stati previamente valutati ed approvati sia dall’Agenzia Romena per l’Assicurazione della Qualità nell’istruzione Superiore, componente effettivo dell’Agenzia Europea per l’assicurazione della qualità dell’istruzione superiore negli Stati Membri iscritta nel Registro Europeo per l’assicurazione della qualità dell’istruzione superiore e che rende validi i titoli di studio acquisiti in tutti i Paesi del Unione Europea, e quindi dal Governo Romeno».

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