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C’è una foto che ha fatto sorridere il mondo dei social, è la lista dei mestieri dei giocatori della nazionale sammarinese, dove tra operai, ragionieri e studenti spicca il nome dell’unico calciatore professionista della selezione, Mirko Palazzi.

nazionale san marino lavori“La prima volta che ho giocato a Wembley contro l’Inghilterra c’erano 85mila persone – ci dice quando gli chiediamo il più bel ricordo con la maglia della nazionale – contro c’erano giocatori come Rooney e Lampard, se non è vivere un sogno ci va molto vicino”. Mirko ha 28 anni e una buona carriera da calciatore in serie C. Rimini, Cosenza e San Marino, tra le altre, ma anche nel campionato interno sammarinese, dove ha conquistato due volte la partecipazione ai preliminari di Europa League con il Tre Penne, togliendosi anche lo sfizio di segnare una doppietta ai bosniaci dello Zrinjski Mostar.

La vita da calciatore a San Marino è ben lontana dai clichè: “Sul Titano si vive bene, quando ero in piazze calde come Cosenza poteva capitare di essere riconosciuti e fermati per una foto o un’autografo, qui la vita è molto più ordinaria”. Un’impresa totalmente fuori dall’ordinario invece, Mirko e i suoi compagni l’hanno compiuta a novembre, quando, fermando l’Estonia sullo 0-0, hanno consegnato a San Marino il primo punto della sua storia. “Era la partita più abbordabile del girone, ma era comunque tosta, loro hanno giocatori che militano nella seconda divisione inglese – ci ricorda con orgoglio – nonostante il risultato possa ingannare, non abbiamo solo difeso, ma abbiamo anche costruito delle occasioni da goal, solo a fine partita mi sono reso conto di quello che avevamo appena fatto quando ho visto piangere di gioia i dirigenti e respirato l’entusiasmo delle persone allo stadio”. Avevano fatto nel loro piccolo la storia.

IMG_8468Quel punto ha permesso di lasciare al Barhein e allo stato di Anguilla l’ultimo posto nel ranking Fifa, mentre l’impresa storica di resistere a reti inviolate contro una big come l’Inghilterra è stato solo sfiorato. “Abbiamo resistito per 35 minuti, ma in cuor mio speravo ne fossero passati di più – ci racconta Mirko – quando giochi certe partite guardi sempre il tabellone, il tempo è un fattore e speri che passi più in fretta possibile”. Già resistere oltre mezz’ora è un bel risultato e grande merito va al portiere Aldo Simoncini. “I nostri portieri devono essere molto allenati – scherza Palazzi – devono essere pronti agli straordinari, ma anche gli inglesi devono essersi spaventati, il boato assordante al goal di Rooney aveva tutto il sapore del sollievo”. Proprio la punta britannica è il giocatore che ha impressionato di più l’esterno sammarinese “ha una pulizia e una precisione nel calcio impressionanti”. Il più veloce di sicuro Theo Walcott, mentre a fine intervista ci lascia con una promessa: “la prossima vi racconto di quella volta che dovevo marcare Ballack sui calci d’angolo”.

Anche Espn America si è appassionata alla nazionale sammarinese e da un anno li sta seguendo nelle partite internazionali per farci un documentario. “Vogliono raccontare la realtà di un piccolo stato che vuole farsi conoscere nel mondo e per una volta il calcio diventa un vettore per diffondere la cultura“. In giro per l’Europa la gente li applaude, è fin troppo semplice sviluppare empatia per un gruppo come quello della nazionale sammarinese, certi aneddoti invece proprio non ce li aspettavamo: “Sia in Polonia che in Ucraina è successo che ci fermassero per strada con le nostre foto prese da internet chiedendoci di autografarle

IMG_8467Il movimento calcistico sul Titano è in crescita e anche la federazione fa la sua parte. Dopo la costruzione di un nuovo centro federale, la Fsgc ha inaugurato da poco il San Marino Stadium, una struttura polifunzionale con palestre, fisioterapisti e impianti a disposizione della nazionale. In più da due anni è nata l’associazione dei calciatori sammarinesi, a cui possono aderire sia i giocatori del piccolo stato, che gli italiani che militano nel campionato interno. Il vicepresidente è il monumento del calcio sammarinese Andy Selva, una bella carriera da professionista, lo ricordano bene soprattutto a Sassuolo e Verona, sponda Hellas. “E’ una persona carismatica che ha fatto tanto per il calcio a San Marino”.

Quando chiediamo a Mirko cosa voglia fare da grande ci risponde sicuro: “oggi penso solo a fare il mio lavoro, che è il lavoro dei sogni di milioni di bambini, nel futuro però non so se rimarrò nel calcio – se proprio si deve immaginare tra qualche anno nel mondo del pallone si vede ancora legato alla nazionale sammarinese – giocare in nazionale mi ha fatto vivere esperienze che tantissimi professionisti, anche più bravi di me, possono solo sognare se chiudo gli occhi e rivedo Wembley pieno mi vengono ancora i brividi“.

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