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di Elisa Manici

Il vento irlandese, che ha gonfiato le vele dei diritti civili in un Paese dove fino al 1993 l’omosessualità è stata reato, sembra essere arrivato anche in Italia.

Dal momento del referendum, la politica è improvvisamente tornata a parlare di unioni civili, dopo aver lasciato a lungo l’incombenza di questa vexata quaestio agli addetti ai lavori. Monica Cirinnà per il Pd, prima firmataria del disegno di legge su cui si sta lavorando al Senato, Mara Carfagna per Forza Italia, entrambe favorevoli, anche se con gradi di apertura diversi, e Carlo Giovanardi per Area popolare, quest’ultimo un crociato contro l’uguaglianza delle persone Lgbt. Oltre, naturalmente, alle associazioni che da 20 anni si battono, inascoltate, perché le persone Lgbt non siano più cittadini di seconda categoria.

Mara Carfagna
Mara Carfagna (Fi)

I diritti omosessuali sono tornati a bomba nell’agenda politica in un momento delicato, siamo alla fine della campagna elettorale per le regionali, ma pare che questa volta all’interno del Pd ci sia una certa compattezza. Il vice segretario Pd Lorenzo Guerini ha dichiarato che la legge sulle unioni civili verrà senz’altro approvata entro la fine dell’anno. Il premier Matteo Renzi ha già annunciato più volte questo provvedimento, inizialmente previsto tra quelli da realizzare entro i primi 100 giorni del suo governo. Ma è chiaro che non si tratta di un tema su cui scommettere la fiducia del parlamento.

La senatrice Cirinnà è molto fiduciosa: «Il vento dell’Irlanda ha increspato un mare in cui qualcuno pensava di continuare a galleggiare. Ormai non si galleggia più, ormai bisogna dare risposte urgenti alle famiglie arcobaleno. Sono certa – prosegue Cirinnà – che riusciremo ad approvare questa legge, perché il testo base è ormai ampiamente condiviso, almeno all’interno del Pd». Non appare preoccupata nemmeno dai 4200 emendamenti presentati dal centro-destra a chiaro scopo ostruzionistico: «Renzi è stato intelligente, ha scelto la via parlamentare, come si è fatto per le grandi riforme che si sono portate al diritto di famiglia: in aula, con i voti di chi ci sta. Io faccio una scommessa: avrò anche dei voti di M5s, di Sel, ma anche di Fi e di Ncd. Di tutte le persone libere di testa che affrontano questo argomento senza ideologie. Adesso bisogna solo trovare un meccanismo per uscire dall’ostruzionismo in Commissione, ma ci riusciremo, anche perché se il testo verrà approvato anche dalla Camera, senza ulteriori modifiche, potremo avere la legge per settembre-ottobre».

Lorenzo Guerini (Pd)
Lorenzo Guerini (Pd)

Secondo la senatrice il ddl non corre rischi eccessivi di essere depotenziato durante la discussione: «L’unico vantaggio di arrivare ultimi è fare un buon testo di legge. La legge tedesca sulle unioni civili, il modello a cui ci ispiriamo, inizialmente non prevedeva la reversibilità della pensione, ma poi è stata la Corte di Giustizia europea a obbligare la Germania a inserirla. Quindi la reversibilità ci sarà, oltretutto secondo la Convenzione europea per i diritti dell’uomo non possono esserci discriminazioni tra i cittadini. E poi – continua – gli articoli 2 e 3 della Costituzione sono dalla nostra, come anche le sentenze della Corte costituzionale. Quindi, anche il riconoscimento pubblico delle coppie dello stesso sesso c’è e ci sarà, come anche la stepchild adoption».

Cirinnà rivendica il primo, storico risultato dei suoi 8 mesi di lavoro sul ddl: «È stato approvato in Commissione giustizia: non era mai successo in oltre 20 anni di ddl su questo tema. Io sono fiduciosa che riusciremo a lavorare presto e bene: quando aumentano i diritti aumenta la libertà, il benessere, la civiltà. Il tempo è giunto».

Speriamo che sia la volta buona: i diritti di lesbiche, transessuali e gay, secondo gli orientamenti della giurisprudenza internazionale e italiana, sono da tempo considerati diritti fondamentali della persona umana.

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