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Gli stadi italiani sono vecchi e vuoti. E’ questa l’amara (ma scontata) conclusione che emerge dal ReportCalcio 2015 della Figc. L’età media di uno stadio in Italia è 62 anni, in serie A la percentuale di riempimento delle strutture è del 58%, 8 milioni di posti ogni anno restano invenduti se si considerano solo i club della massima categoria. Solo due impianti sono di proprietà dei club: lo Juventus Stadium e il Friuli di Udine. Tra gli aspetti che rendono i nostri stadi obsoleti ci sono le inutili piste di atletica, considerate uno dei mali assoluti nostrani: il 40% degli impianti le ha.

LO JUVENTUS STADIUM In una situazione fortemente critica è anche vero che qualcosa inizia a muoversi. In questo campo si dimostra all’avanguardia la Juventus: il club di Andrea Agnelli ha investito 125 milioni di euro per sostituire il vecchio “Delle Alpi” con lo “Stadium”. L’incremento dei ricavi da gare è del 174%. Grazie all’aumento dei posti a sedere, del costo dei biglietti e abbonamenti e dell’offerta complessiva dei vari servizi (ristoranti e bar), lo Juventus Stadium produce oggi una media di 45,8 milioni di ricavi annui. Un bel colpo per la Juve che ha scelto di avere uno stadio tutto sommato piccolo (41mila posti), e ha scelto una soluzione relativamente economica, con un investimento di 125 milioni. Il club di Andrea Agnelli ha saputo costruire il nuovo sopra il vecchio, senza cancellarlo del tutto ma usandolo come “radice”. La strada tracciata dalla Juve, insomma, è quella giusta, anzi è l’unica possibile per non essere strozzati dalla crisi.

Colpo d'occhio dello "Juventus Stadium"
Colpo d’occhio dello “Juventus Stadium”

IL COLOSSEO GIALLOROSSO La Roma di James Pallotta si sta muovendo con un progetto faraonico, da oltre un miliardo di euro, di cui 320 milioni solo per gli interventi pubblici. Uno stadio da 52mila posti, 245 negozi, ristoranti, hotel extralusso e un discusso “business park”: 920mila metri quadri di uffici, concentrati nelle “torri gemelle” della Banca Unicredit, disegnate dall’archistar Usa Daniel Libeskind. Un piano davvero imponente che lascia però alcuni dubbi e perplessità: i più critici parlano di un milione e duecentomila metri cubi di cemento, in cui lo stadio è solo una parte marginale del progetto. Il mega complesso dovrebbe sorgere a Tor di Valle, area sud di Roma e dovrebbe essere finanziato interamente da capitali privati. Il Comune riconoscerebbe in cambio l’edificabilità di alcuni terreni, su cui la Eurnova del costruttore Parnasi è pronta a costruire un’enorme area residenziale. Secondo i calcoli saranno 3.000 i nuovi posti di lavoro creati nella fase di costruzione e altri 3.000 quando l’intera struttura sarà operativa.

Il nuovo stadio della Roma avrà una visuale perfetta
Il nuovo stadio della Roma avrà una visuale perfetta

IL RESTYLING DEL FRIULI I progetti in cantiere sono tanti ma chi si è mossa concretamente è l’Udinese di Gianpaolo Pozzo. Il club friulano ha acquistato dal Comune per 99 anni i diritti dell’area (4,55 milioni) in cui sta trasformando il “Friuli” in uno stadio moderno di proprietà. Il restyling è un affare da 28 milioni, più altri 20 per costruire l’immancabile area commerciale, ristoranti e persino un pronto soccorso. Il progetto prevede di eliminare la pista di atletica, avvicinare le tribune al terreno di gioco e di ridurre la capienza da 40mila a 25mila posti. Il “Friuli” è da anni terreno di sperimentazione della goal line technology, il nuovo “Friuli” non sarà mai l’Emirates di Londra, lo stadio che dal 2000 fa le fortune dell’Arsenal, ma dimostra che anche uno stadio di provincia può essere all’avanguardia.

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