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Bee Taechaubol, sempre più vicino al Milan

Nell’ambiente Milan sono sempre più insistenti le voci di un Berlusconi ormai stanco e prossimo a cedere il Milan. “Sono disposto a vendere la maggioranza del club a chi investirà le stesse cifre che gli arabi mettono in grandi club europei come il Psg. La mia famiglia non può più reggere una concorrenza da 250 milioni l’anno”. Ma Bee Taechaubol, l’ormai famoso Mr. Bee è l’uomo giusto? E’ questo il dubbio che assilla il Cavaliere. La sovraesposizione mediatica del Tycoon thailandese ha fatto innervosire non poco Berlusconi. “Io cerco qualcuno che immetta capitali nel Milan: sono prudente perché non vendo a chi cerca popolarità”.

Silvio Berlusconi e la figlia Barbara
Silvio Berlusconi e la figlia Barbara

Poi la frecciatina all’Inter e al suo presidente Erick Thohir: “Massimo Moratti ha ceduto a questo Thohir che non sembra avere la capacità di rendere di nuovo l’Inter protagonista in Italia e nel mondo. Io cerco chi sia in gradi di immettere denaro fresco e mantenere la squadra al top anche all’estero“.
Ma chi è questo uomo d’affari asiatico che promette di portare Guardiola al Milan. Rampollo di una ricca famiglia thailandese, Mr. Bee è a capo della Thai Prime, società che si occupa di private equity (acquisto di parti di aziende non quotate in borsa) con un patrimonio stimato in 1,2 miliardi di dollari.

Pep Guardiola, accostato dal Times alla panchina del Milan
Pep Guardiola, accostato dal Times alla panchina del Milan

Oltre alla Thai Prime, Bee Taechaboul possiede poi un numero incalcolabile di immobili e proprietà, una sorta di impero che gli ha permesso di potersi concentrare sulle sue passioni. Tra le prime, il calcio: è stato infatti Mr. Bee a inventare le Global Legend Series, un tour di partite con alcuni tra i campioni più popolari al mondo. È stato lui a portare a Singapore, Bangkok e Kuala Lumpur stelle del calibro di Shevchenko, Kluivert e Nesta, Seedorf, non a caso tutti ex milanisti. Ma nella misteriosa compagnia che appoggia mister Bee Taechaubol nella scalata del Milan berlusconiano c’è anche (e soprattutto) Nelio Lucas, il gestore del fondo d’investimenti Doyen Sports, il colosso che da anni è al centro del mercato, con il finanziamento di operazioni che hanno fatto la fortuna, in particolare di società come Porto e Benfica. Ormai da settimane si parla di questo noto fondo di investimenti in chiave Milan. Ma cosa sono esattamente questi TPO? (Third Party Ownership). Sono operatori finanziari che investono sui diritti economici dei calciatori. Cioè, comprano una quota sulla futura vendita. Se un fondo d’investimento acquista il 50% di un calciatore, ciò significa che quando il calciatore verrà ceduto, alla TPO andrà il 50% della cifra incassata per la cessione. La Fifa ha messo al bando le Tpo ma queste, spiega il giornalista sportivo e sociologo Pippo Russo: “Si stanno attrezzando acquistando i club. La necessità di entrare nel calcio con un profilo da proprietari, e dunque di scrollarsi del ruolo di investitori puri, è l’obiettivo. E si tratta di una finalità resa necessaria dalla circolare della Fifa, che da questo mese dovrebbe mettere le TPO fuori legge”. “Premetto che – prosegue Russo – con una TPO di mezzo, di pro non ne vedo, Ribadisco che per me questi soggetti dovrebbero essere espulsi dal calcio senza se e senza ma”. Secondo il giornalista, se Doyen diventasse azionista del club rossonero, la conseguenza sarebbe “appaltare il mercato a questo fondo d’investimento, il cui interesse sarebbe quello di far transitare dal Milan i propri calciatori. Con l’interesse principale della speculazione finanziaria, non certo del conseguimento di risultati”.

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