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Bisogna essere onesti, a vederlo in panchina con quello sguardo malinconico e la tuta sociale, di sicuro non buca lo schermo. Ma a Maurizio Sarri non interessa essere un tipo da copertina. Il suo Empoli è la vera rivelazione del campionato e anche le big iniziano ad accorgersi di lui. Una bella soddisfazione per uno che ha mollato un posto sicuro in banca per “un lavoro che avrei fatto anche gratis”. E’ l’allenatore più etichettato d’Italia: “L’ex bancario”, “Il meno pagato della serie A” ma anche “Mister 33″ per la leggenda degli schemi sulle palle inattive: “In realtà in allenamento ne proviamo quattro o cinque”. Maniacale in campo, soprattutto nei meccanismi difensivi, perchè “il calcio è armonia di movimenti e di tempi”. Nato a Napoli per caso, è un toscano atipico (cresciuto a Figline Valdarno) che ha allenato praticamente in tutte le categorie, e ha scoperto la serie A a 55 anni.

La sua favola inizia nel 2000 quando gli affidano il Sansovino in Eccellenza e in due anni lo porta in serie C2. Poi ancora una promozione con la Sangiovannese (dalla C2 alla C1) e il Pescara in serie B. Un undicesimo posto con una squadra ripescata e data per spacciata in estate. E’ qui che diventa famoso per le tute sempre nere, indossate come una divisa: “Portava bene poi ho smesso quando non funzionava più”, e la sigaretta sempre accesa: “Anche ora che è vietato riesco a fare qualche tiro”. Se aggiungiamo lo sguardo imbronciato e le pause davanti ai microfoni, c’è più di qualche affinità con un certo Zeman: “Per me è un gran complimento”.

sarri
Sarri con l’immancabile sigaretta

Una carriera tutta in salita per uno che nel 2007 ad Avellino si dimette prima dell’inizio del campionato “perchè non si può lavorare senza programmazione ed organizzazione”. Ha allenato con alterne fortune anche Arezzo, Hellas Verona, Grosseto, Perugia e Sorrento. Un carattere anticonformista ma certamente non mediatico, per questo stupisce che l’allenatore dell’Empoli sia risultato “il personaggio sportivo più amato sui social media”. Proprio lui che odia Facebook e Twitter viene premiato dal popolo del web. Secondo uno studio di Expert System e Sociometrica, che si basa sui testi pubblicati e condivisi sui social network, Sarri ha fatto il pieno di commenti positivi precedendo il collega della Lazio Stefano Pioli. Dopo l’eliminazione in Coppa Italia contro la Roma, neanche un rigore regalato ai giallorossi gli fa perdere il solito aplomb: “Sono amareggiato per i ragazzi, ma non mi interessa uscire dal torneo più antisportivo d’Europa dove le grandi squadre entrano in gioco solo nel quinto turno”.

Daniele Rugani
Daniele Rugani

A Empoli ha trovato la sua isola felice, un luogo ideale per mettere in pratica le sue idee e lanciare i ragazzi del vivaio: “Qui un giovane può anche sbagliare due partite di fila”. Il club toscano si autofinanzia con le plusvalenze e le cessioni dei suoi gioielli: grazie a Sarri sono espolosi i vari Verdi, Rugani, Regini, Saponara e Pucciarelli. Non ci stupiremo se dovesse scoppiare un’asta per Valdifiori in estate. Fedele da sempre al 4-2-3-1, con i suoi giocatori è intransigente: “In allenamento devono dare il 1000%, chi dà il 900% la domenica non gioca”. L’unica concessione? “La pizza a fine gara negli spogliatoi. Il medico dice che fa bene, io mi fido…”

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