Dnipro che furto! Quanti scippi alle italiane

L'ira di De Laurentis contro Platini: "Inadeguato dimettiti"

CONDIVIDI

Ho visto un arbitraggio inadeguato per l’Europa League. C’è un monarca come Platini non in grado di tenere alta questa competizione. Fa figuracce, forse è meglio che se ne vada”. Ha tuonato Aurelio De Laurentis al termine della semifinale di Europa League tra i suoi azzurri e la rivelazione Dnipro. L’uno a uno casalingo contro la formazione ucraina non solo ha deluso i tifosi napoletani, ma li ha fatti letteralmente andare su tutte le furie per il modo in cui è arrivato. Fedetskiy penetra dalla destra, cross teso nel cuore dell’area dove il neoentrato Seleznyov può comodamente appoggiare alle spalle di Andujar, peccato che fosse almeno un metro in fuorigioco.

Il goal del Dnipro a Napoli, evidente la posizione di fuorigioco
Il goal del Dnipro a Napoli, evidente la posizione di fuorigioco

Nel post partita patron De Laurentis si lascia andare ad un attacco frontale al limite del patetico, fino ad arrivare una deriva da volpe e uva: “Questo torneo non vale nulla. Noi lo facciamo solo perché è una assicurazione per arrivare in Champions”. Chissà come avrebbe incensato una bella vittoria dei suoi. Resta il fatto che il Napoli ha subito un torto bello grosso, ma non è la prima italiana ad essere penalizzata dagli arbitraggi in campo internazionale. Ripercorriamo i casi più famosi degli ultimi vent’anni.

Bayern Monaco – Fiorentina (17 febbraio 2010)

Andata degli ottavi di finale di Champions League, i viola di Prandelli volano a Monaco con una delle formazioni più forti e competitive degli ultimi anni, ma il risultato non lo decideranno i vari Jovetic, Gilardino and co. ma lo sciagurato arbitraggio del norvegese Tom Henning Ovrebo e dei suoi collaboratori. Prima il rosso eccessivo sventolato in faccia a Massimo Gobbi poi, all’88’, il gol vittoria convalidato al Bayern Monaco nonostante Klose si trovasse in posizione di fuorigioco chilometrico.

L'incredibile goal convalidato a Miro Klose
L’incredibile goal convalidato a Miro Klose

Italia – Romania (13 giugno 2008)

Cambiano le maglie e la competizione, ma non l’arbitro, sempre lui Ovrebo. “C’è poco da discutere, sul gol annullato a Toni ieri sera ho sbagliato: l’ho anche detto alla commissione arbitri Uefa”. Questa la confidenza fatta dall’arbitro di Oslo al raduno dei direttori di gara di Euro 2008, dopo che in un primo momento la Uefa sembrava intenzionata a rivendicare la correttezza della decisione, tirando in ballo la posizione di Del Piero (non molto distante da Toni) al momento del cross di Zambrotta. Quella partita, finita 1-1, solo grazie alla prodezza di Buffon sul rigore di Mutu, poteva costare agli azzurri il passaggio nel girone.

Toni, nel cerchio rosso, è chiaramente in posizione regolare
Toni, nel cerchio rosso, è chiaramente in posizione regolare

Italia – Corea del Sud (18 giugno 2002)

La regina delle partite scandalo. La Corea, padrona di casa, ospita gli azzurri (a detta di molti più forti di tutti i tempi), sono i quarti di finale del mondiale, il migliore in campo per gli asiatici sarà l’arbitro ecuadoriano Byron Moreno. Dopo cinque minuti, Moreno fischia un rigore a favore della Corea del Sud per una veniale trattenuta in area di Panucci su Seol. Al 7′ della ripresa, Moreno si limita a richiamare Kim Tae Young e Del Piero. La moviola dimostra che il colpo di braccio è soltanto del coreano, che però è già ammonito (dal 17′ p.t.) e che dunque verrebbe espulso, lasciando la Corea in inferiorità numerica. Al 13′ del primo tempo supplementare, Totti riceve la seconda ammonizione, del tutto ingiustificata: il romanista va a terra in area dopo essere stato toccato dal numero 22 coreano. Se non è rigore, non può mai essere simulazione. L’ Italia resta in dieci. L’episodio decisivo avviene a 5 minuti dalla fine, quando il guardalinee Rattalino annulla il golden gol dell’ Italia, una rete regolare firmata da Tommasi. Su lancio di Vieri, si alza la bandierina del guardalinee, quando in posizione centrale difensiva c’è un coreano (il numero 9 Seol), perfettamente in linea con il romanista e forse qualche centimetro più indietro. Le immagini parlano chiaro.

Juventus – Real Madrid (20 maggio 1998)
La Juve non è di certo una della squadre più danneggiate dagli arbitri, ma anche i bianconeri hanno subito i loro torti, uno bello grosso è costato alla super Juve di Lippi una Champions League. L’occasione è infatti la finale continentale del 1998 contro il Real Madrid, arbitra il tedesco Hellmut Krug, reo di aver convalidato, in collaborazione con il suo primo assistente, la rete decisiva al 21′ della ripresa di Pedrag Mijatovic. Il serbo infatti si trovava in posizione di fuorigioco quando devia in porta il tiro cross di Roberto Carlos.
La posizione irregolare di Pedja Mijatovic sul tiro cross di Roberto Carlos
La posizione irregolare di Pedja Mijatovic sul tiro cross di Roberto Carlos



Rimani aggiornato: metti \”Mi Piace\” a The Teller.

Crociera sul Mediterraneo a partire da 510€